Flavio Colusso • Missa de tempore in aevum, Carreras, Gasdia Flavio Colusso • Missa de tempore in aevum, Carreras, Gasdia

Flavio Colusso e le metamorfosi di Seicentonovecento

"La peculiarità creativa di Flavio Colusso è racchiusa tutta in questa filosofia dell’arte, intesa come creazione e ri-creazione in cui l’arcaico e il presente si incontrano in una commovente, umanissima, sintesi".
(Pupi Avati, 2004)

"Il lavoro dell’Ensemble Seicentonovecento è di grande importanza nella vita musicale in Italia. Non solo le esecuzioni delle musiche da loro scelte sono di alta qualità, ma spesso portano a risultati sorprendenti".
(H.C. Robbins Landon, 1993) Vedi biografia
Nel tentativo di codificare si tracciano spesso confini inesistenti. Sempre più appare evidente che ogni artista ha il diritto di essere compreso per quello che è ed ha fatto, e non per il periodo in cui si è trovato ad esercitare il suo genio. L’artista non deve dimostrare: le sue opere parlano per lui, in lui e oltre lui. Deve saper estrarre tutto ciò di cui abbisogna dal suo interno – che è formato di molte cose, molte memorie, molte inestricabili vie, molte “voci” – e la vita creativa è come un giardino della esercitazione dei sensi e degli ipersensi. L’intonazione è una sola: quella che ha una profonda risonanza; raggiunta questa condizione superiore, “annullandosi”, crea una moltiplicazione. Si intona ma con la coscienza di assoggettarsi ad una frequenza proveniente fuori da lui, dall’alto; concetto superiore di armonia che è basilare nell’architettura della sua arte. Appare evidente che per scrivere Musica non basta organizzare suoni, parole, ritmi, grafie e colori con fantasia e secondo regole e “non-regole”; un solo semplice suono può essere vero o falso, in quanto risuona altrove o meno.

Dov’è, cos’è la realtà se non la proiezione di ciò che, nella percezione di sé, fa scaturire e realizzare la nostra immaginazione creativa e creatrice? "L’estro mi spinge a narrare di forme mutate in corpi nuovi": così Ovidio dà inizio a Le Metamorfosi, lasciandoci una delle definizioni più originali del divenire; labirinto di rotte senza meta apparente, la vita si apre ai nostri occhi sul cammino arcto della ricerca e dell’ascolto, per farci incontrare le molte tracce, segni e luci che vengono ad illuminare le pietre su cui poggiare il piede per volare.
Da molti anni, nel segno insieme centrifugo e centripeto del suo ENSEMBLE SEICENTONOVECENTO, Flavio Colusso è impegnato nella “rivisitazione” del passato: sognando e costruendo il futuro. È così che vecchi progetti risalgono l’abisso e si illuminano nuovamente dopo tanto tempo. Luogo di rara e preziosa armonia tra le spettacolari rivelazioni dell’ascolto interiore vissuto fra proporzioni auree intrinseche e giganteggiamenti del Tempo.

L’artista mette il naso nelle scartoffie della giovinezza – "vita gaia e terribile" – e vi distilla le sue perle: anni di pellegrinaggi attraverso piccoli segni riuniti insieme in un continuum in salita, "fra alti & bassi ricercando il tenore soprano", che sfuma nell’acutissimo armonico che chiama, in compagnia della speranza, riscattando ad ogni passo la certezza dell’arrivo e lo intona: risuona, allora, unissono, verso il passato e verso il futuro.
In questo sito Colusso propone un piccolo assaggio del percorso che si riflette sulla sua personale creazione artistica. Dal corpus di diari, quaderni e taccuini – detti anche "la sua scena grafica" o, altrove, "botola di pensieri e grafie" – che dal 1976 ad oggi hanno segnato su migliaia di pagine le tappe di una crescita e di una conversione, si scovano le tracce di risonanze e studi appassionati alla ricerca di un metodo di rigenerazione personale: una vera fucina di materiali riflessivi, testuali e musicali da comporre e da ri-comporre; un athanor di produzione e ri-produzione di alchimie storico-musicali dell’ampio progetto Seicentonovecento; un “reservato” Oratorium et Laboratorium sul percorso stretto del “salir di grado”. Seicentonovecento
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Biografia

"La peculiarità creativa di Flavio Colusso è racchiusa tutta in questa filosofia dell’arte, intesa come creazione e ri-creazione in cui l’arcaico e il presente si incontrano in una commovente, umanissima, sintesi".
(Pupi Avati, 2004)


È fondatore e direttore principale dell’Ensemble Seicentonovecento, gruppo vocale-strumentale fra i più originali dell’odierna scena internazionale, residente dal 2002 a Villa Lante al Gianicolo di Roma (“L’Orecchio di Giano: Dialoghi della Antica & Moderna Musica”), da oltre trenta anni impegnato con solisti celebri nella produzione di prime esecuzioni e inediti - fra cui l’integrale degli Oratori di Giacomo Carissimi per l’Académie de France à Rome e la RAI Radio-televisione italiana, le imponenti “Musiche per le Quarant’hore” di Padre Raimo per il Teatro San Carlo di Napoli.

Sue composizioni ASCOLTA / LISTEN sono eseguite, pubblicate e trasmesse in molti paesi: Tu es Petrus per Giovanni Paolo II; Missa de Tempore in Aevum con José Carreras; Missa Sancti Jacobi per il Giubileo compostellano; Missa Sancti Andreae Avellino per il IV Centenario del santo Teatino; l’oratorio Il Sangue il Nome la Speranza, ispirato ai tre enigmi di Turandot, per la Real Cappella del Tesoro di San Gennaro; Amarilli: il Primo Libro dei Madrigali illustrati; la scena lirica Recondita armonia di bellezze diverse e il grande Te Deum per l’Anno pucciniano; Magie d’ombra et di luce per il IV Centenario del Caravaggio; l’opera in un atto il Maestro di Cappella ovvero i Fantasmi dell’Opera; l’installazione multimediale Le Opere di Misericordia per il Museo del Pio Monte della Misericordia di Napoli; l’opera in un atto Das Zauberfon! [il Cellulare magico], per il centenario menottiano; l’opera multimediale Notturno con Bram Stoker, per il centenario dell’autore di "Dracula"; l’opera in due atti Il Lauro del Gianicolo: morte di Riccardo Wagner a Venezia per l’Anno wagneriano e dannunziano.

È presente in teatri e istituzioni come Gran Teatre del Liceu di Barcelona (Norma con Joan Sutherland), Palais des Beaux Arts di Bruxelles, Teatro de La Maestranza di Siviglia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Massimo di Palermo, Teatro La Fenice di Venezia, Festival “dei due mondi” di Spoleto, Festival Pucciniano di Torre del Lago, Festival Internacional de Musica y Danza de Granada, Bratislava Music Festival, Beijing Central Conservatory of Music, Tianjin May Festival (China).

Ha inciso oltre 50 CD fra cui Farinelli et son temps con Aris Christofellis per la EMI; Exultate jubilate di Mozart con Mariella Devia; le prime moderne della Messa di Gloria di Mascagni; le opere La Maga Circe di Anfossi e Ottone in Villa di Vivaldi; Complete Oratorios di Giacomo Carissimi (MR-Brilliant Classics); più recentemente: la raccolta completa dei mottetti carissimiani "Arion Romanus" (Brilliant); le composizioni sacre di Antonio Draghi, in fase di esecuzione ed incisione discografica nell’ambito del “Progetto Draghi: Italia-Austria” [Draghi Projekt]; il Film di Georg Brintrup Palestrina Princeps Musicae, prodotto per la Televisione tedesca ZDF e il canale ARTE TV, presentato in prima assoluta al Parco della Musica per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; il film Santini’s Netzwerk, sempre di Brintrup, per la televisione tedesca WDR.

È Accademico Pontificio e Maestro di cappella dell’Ordine dei Chierici Regolari, della Chiesa Teutonica di Santa Maria dell’Anima in Roma e della Cappella Musicale di San Giacomo, storica istituzione romana che annovera Alessandro Scarlatti fra i suoi maestri.
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