Scipione Stella : Inni a cinque voci, 2004 - 2011

Pietro Paolo Stella CR, alias Scipione Stella
Studi, esecuzioni e pubblicazioni delle opere del musicista favorito del Principe di Venosa
progetto a cura di Flavio Colusso e Domenico Antonio D'Alessandro

Bologna, Lecce, Napoli, Otranto, Palermo, Roma

VENITE PASTORES ®  2004 - 2011

CAPPELLA MUSICALE THEATINA
Flavio Colusso, direttore

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Scipione Stella: Inni a cinque voci, Napoli 1610
Musicaimmagine Records, 1 CD MR02MT "Musica Theatina"
WORLD PREMIÈRE RECORDING, 2005

Cristina Paolucci, soprano
Massimiliano Mauthe von Degerfeld, alto
Maurizio Dalena, tenore
Guido Ferretti, tenore
Aurio Tomicich, basso

Allegato anche all’omonimo volume in partitura, LIM “Musica Theatina” II, 2007

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Scipione Stella: Mottetti a cinque voci, Ferrara 1595
Musicaimmagine Records, 1 CD MR04MT "Musica Theatina" [in preparazione]
Allegati Audio / Video Foto Press
LA “NUOVA MANIERA” DI SCIPIONE STELLA
Flavio Colusso [presentazione al II vol. di Musica Theatina]

«Venite post me!». Un invito che risuona dolcissimo e, al tempo stesso, imperativo assoluto: ma «Cristo aspetta: niun se move»,  scriveva san Gaetano.

Per un artista che ha seguito il suo impulso iniziale e la sua inclinazione naturale, spesso arriva, dopo l’esperienza del mondo, la risposta alla chiamata e il “mutar costume”. Non sappiamo con precisione i motivi per i quali Scipione Stella – valente musico, figlio della coltissima e turbolenta Napoli del Cinquecento, e cortigiano del principe di Venosa – decise di “cambiare i suoi studi secolari e tutto il resto in quelli ecclesiastici” e di professare la religione dei Teatini, l’Ordine di Gaetano Thiene, sant’uomo che aveva rinnovato e infiammato la Chiesa universale, fondato oratori, istituti, ospedali per i mali ‘incurabili’.

E forse ‘incurabile’ sarà stata per il musicista quella “gran piaga” della scomparsa del figlio. Ci sembra di scorgere una possibile chiave della sua ‘trasmutazione’ proprio al termine del suo “primo libro” delle “artificiose consonanze”  teatine: dopo 18 inni in stile osservato nella rigida struttura dell’alternatim, inserisce due composizioni ‘aliene’: un Planctus Beatae Mariae con le prime sei stanze della sequenza dello Stabat Mater, senza alternanza e con un’inflessione “cromatica”  diretta ed esplicita nella parte del cantus; un Ante sepulchrum, ultimo, straordinario brano di questa raccolta intonato sul testo del V Responsorio del Sabato Santo «O vos omnes qui transitis per viam, attendite et videte, si est dolor sicut dolor meus», composizione accordale che si apre a slanci lirici e polifonici di grande suggestione.

Dopo l’esperienza di Ferrara,  in cui, fra tornei, giostre, banchetti, il «buon giovane» – così scrisse di Stella il conte Alfonso Fontanelli –, «virtuosissimo in differenti Virtù»,  – secondo la definizione del compositore spagnolo Sebastián Raval – al seguito di Gesualdo entrò in contatto con uno dei più significativi musicisti di quegli anni, Luzzasco Luzzaschi:  organista e compositore della corte del duca Alfonso II d’Este e direttore del “Concerto delle tre Dame”, il nostro Autore vive la sua “seconda prattica” nella Casa teatina di San Paolo Maggiore, nel Decumano napoletano, sotto la guida spirituale di sant’Andrea Avellino,  che viene a mancare nel 1608, e in compagnia del confratello Lorenzo Scupoli, autore del celebre Combattimento spirituale,  che muore nel 1610; lo stesso anno della pubblicazione degli Inni di p. Pietro Paolo, alias Scipione Stella.

Prima monografia sull’Autore napoletano, il presente volume di Inni a cinque voci (Napoli, 1610) di Scipione Stella, organista, compositore e ideatore di strumenti ‘sperimentali’ che visse la sua “seconda vita” nella Casa di San Paolo Maggiore in Napoli dal 30 gennaio 1598 fino alla sua morte avvenuta il 20 maggio del 1622, prosegue la Collana di studi e testi Musica Theatina, voluta dai Chierici Regolari Teatini e curata dalla Fondazione “Le Colonne del Decumano” in collaborazione con Musicaimmagine. Con la documentazione in gran parte inedita rintracciata da Domenico Antonio D’Alessandro, direttore scientifico della Fondazione, e il saggio organologico di uno specialista come Patrizio Barbieri oggi possiamo dire di conoscere meglio entrambe le biografie, quella ‘laica’ come la religiosa, nonché le sperimentazioni tecnico-scientifiche del padre Stella, le cui vicende esistenziali insieme a quelle di molti dei suoi colti confratelli s’intrecciano mirabilmente in un perfetto gioco polifonico con le tante ‘storie’ dei personaggi principali della cultura napoletana cinque-seicentesca E così fra le molte sorprese annunciate nella Presentazione al primo volume di “Musica Theatina” possiamo ora aggiungere al piano dell’opera anche la prossima pubblicazione del suo Primo libro di Mottetti a 5 voci (Ferrara, 1595), che costituirà il Quinto volume di questa collana.

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Scipione Stella’s “new manner”
Flavio Colusso

“Venite post me!”: but “Christ is waiting and no-one is budging” wrote St. Gaetano.
For an artist who has followed his first impulse and natural inclination there often comes, after some experience of the world, the answer to the summons and the “change of direction”.  We do not know the exact reason why Scipione Stella – a worthy musician, product of the turbulent cultural centre that was Naples in the 16th century as well as bring at home at the court of the Prince of Venosa - decided to change his “secular studies and all their baggage and turn to ecclesiastical learning”, making profession of faith to the religion of the Theatines, the order of Gaetano Thiene, a holy man who renewed and enflamed the universal church, founded oratories, institutes and hospitals for the incurable.  It may even be that the great wound left by the death of Stella’s wife and son was equally incurable.
There may be a key to understanding the “transmutation” at the end of his first book of Theatine “artificial consonances”: after 18 Inni that respect rigid alternatim structure he inserts two quite different compositions. A Planctus Beatae Marie with the first six stanzas of the Stabat mater without alternate responses and with “chromatic” inflection, both direct and explicit, on the part of the cantus; an Ante sepulchrum , the extraordinary final piece of this collection chanted on the text of the 5th Responsory of Holy Saturday «O vos omnes qui transitis per viam, attendite et videte, si est dolor sicut dolor meus», a composition whose lyrical expansion and polyphonic élan is enormously effective.
After his experiences in Ferrara, which included tournaments, jousting and banquets, Stella “the nice young fellow” that accompanied Gesualdo, entered into contact with one of the most important composers of those years, Luzzasco Luzzaschi, maestro of the “Ladies” of Duke Alfonso d’Este. Our author lived his “second life” in the House of San Paolo Maggiore, in the Decumano of Naples, under the spiritual guidance of St. Andrea Avellino who passed away in 1608, and in the company of his fellow brother Lorenzo Scupoli, author of the celebrated Combattimento spirituale, who in turn died in 1610, the very year that saw the publication of the Inni of Father Pietro Paolo, alias Scipione Stella.